Era il 2017 quando quaranta imprenditori davanti ad un notaio hanno costituito una rete di imprese, è così nato il consorzio Priverno in Rete. Lo scopo è stato quello di unirsi per poter dare un’opportunità in più alla città in termini di migliore attrattività turistica, potenziamento e vivibilità del centro cittadino attraverso investimenti sul sistema urbano, sull’organizzazione di eventi e tanto altro, con l’obiettivo di valorizzare al meglio quello che c’è e creando occasioni di sviluppo economico, culturale e sociale. Una città più attrattiva porta di conseguenza anche la nascita di nuove realtà economiche che vanno ad aumentare l’offerta sul mercato, che significa maggiore disponibilità di beni e servizi. Si innesca così un circuito per cui il benessere porterà sempre più benessere per tutti. Con l’apertura di nuove attività si creeranno anche nuovi posti di lavoro che andranno ad aumentare la domanda di beni e servizi e si continuerà a produrre ricchezza e benessere su quel territorio.

Dalla nascita di Priverno in Rete ad oggi si sono succeduti quattro direttivi, eletti tra i commercianti aderenti al consorzio, con altrettanti presidenti, tutti hanno lavorato su progetti di sviluppo che l’amministrazione comunale ha presentato in Regione Lazio come intermediario e controllore per la gestione dei finanziamenti ottenuti. Il direttivo in essere è costituito da Vincenzo Volpe, presidente, Ivana Iacoacci, Simona Paoloni, Igino Marzullo e Michele Iannicola. Durante il loro mandato sono stati organizzati eventi per la città come il carnevale 2024, Intrecci, acquistati defibrillatori per garantire alla città un soccorso immediato, a breve inizierà un corso per addestrare i commercianti e i cittadini al loro utilizzo per un tempestivo intervento in caso di necessità. Con il finanziamento ottenuto il consorzio ha acquistato l’ape calessino elettrica, già diventata una sorta di mascotte del consorzio che potrà avere diverse funzioni, oltre che portare a fare un giro turistico tra i vicoli della città potrebbe essere usata per portare a casa la spesa alle signore più anziane ad esempio. Sono state acquistate delle casette in legno da utilizzare come info-point nei punti strategici della città.
Un altro investimento è stato fatto sulla formazione dei commercianti per acquisire nuove competenze strategiche per la loro attività, perché le attività commerciali sono la spina dorsale del paese, senza negozi un paese diventa un grande dormitorio e pian piano muore, le case perdono valore, i giovani vanno via e cosa resta? Un insieme di case vuote. Questo fenomeno è diffuso un po’ ovunque. Tanti sono i paesi ormai mete di turisti ma senza abitanti. Lo abbiamo avvertito già nei vicoli del nostro centro storico, dove molte case sono state ormai abbandonate, nei locali degli esercizi commerciali ormai chiusi da decenni che finiscono per essere chiusi per sempre se non si comincia ad investire sul paese, anche sostenendo le attività commerciali presenti, investendo su un progetto, su un sogno nel cassetto che è arrivato il tempo di tirare fuori.


