Priverno è una città a carattere medievale, con le sue mura e le sue chiese, le sue torri a difesa della sua gente.
Mura costruite da mani sapienti che hanno resistito nel tempo, accolto e protetto famiglie di contadini che venivano dalle campagne. Le loro arti e i loro mestieri sono venuti fuori dalle mani che sembravano pensare a come fare.
La città le ha adottate e ha fatto sì che quelle mani creassero pensando a fare, al saper fare, hanno creato l’arte dell’intreccio con erbe, vimini e lana, l’arte del custodire con cura i prodotti della terra quando erano abbondanti, hanno creato l’arte del cucito e del ricamo, dell’artigianato con i prodotti del luogo.
Quelle mura hanno custodito vite e storie, paure e speranze, arti e saperi, creato mestieri. Mura che hanno permesso incontri e scambi nel cuore della città: la piazza. La piazza che ha concentrati nello stesso posto due poteri: religioso e politico-amministrativo e due realtà: il mercato e l’abitare intorno.
Priverno ha le sue porte che ha aperto al mondo per la riscossione dei tributi. Sulla piazza si teneva il palio con cavalli e cavalieri che si sfidavano alla corsa all’anello e che si ripropone ancora oggi nel Palio del Tributo con feste rionali, sfilate con uomini e donne di corte e popolani, con sfide tra contradaioli delle porte.
Priverno città d’arte offre mura, chiese, palazzi e torri costruiti con mani forti e capaci. Offre sacro e profano, arte e sapere, mestieri, sapori e persone che si aprono al mondo. Raccoglie la storia nei musei, miti e leggende, dalle colonie degli antichi romani alla Regina Camilla dell’Eneide e le offre al mondo.
Dal 2019 l‘amazzone guerriera dell’opera di Virgilio viene presa come musa del Premio Camilla città di Priverno che vede premiare, ogni anno, sei donne che si sono distinte in altrettanti settori per la loro tenacia, determinazione e preparazione per valorizzare la figura femminile e renderla modello per altre donne.
Priverno è terra di matematici astronomi e santi filosofi, nati e passati da qui come Teodosio Rossi padrone del diritto e della misurazione del tempo, maggior esperto di gnomonica della corte pontificia, che si è distinto con progetti di strumenti realizzati con arte dal Borromini ora nel giardino del Quirinale e Tommaso d’Aquino capace di illuminare la chiesa con la ragione.
Priverno è silenzio e tranquillità, vicoli e case dove passeggiare alternando gli odori che escono dalle finestre.
È anche natura e verde, lì dove sembra sempre primavera con un raggio di sole, nel monumento naturale del bosco del castello di San Martino, luogo per giocare e passeggiare, ossigenarsi e rigenerarsi, nato con cardinali che passavano vacanze fuori città.
Priverno è una città d’arte fatta da uomini e donne, con menti e mani operose e sapienti.